LeBron James non è “solo” un campione NBA: 5 lezioni di mindset per la tua vita
Scopri cosa c’è dietro LeBron James oltre il parquet: 5 lezioni di mindset, scopo e leadership per la tua crescita personale.
Da qualche mese ho iniziato ad analizzare in profondità i profili degli atleti.
Non solo le statistiche, i trofei, i record. Ma chi sono quando le luci dell’arena si spengono.
Perché spesso li vediamo in versione “macchina da performance”,
mentre molti di loro sono molto di più: padri, figli, leader, imprenditori sociali, costruttori di comunità.
Uno degli esempi più potenti, per me, è LeBron James.
Non solo una leggenda vivente dell’NBA, ma un uomo che ha scelto di usare il proprio successo per creare spazio, opportunità e futuro per migliaia di bambini e famiglie.
In questo articolo ti porto dentro la sua storia per estrarre 5 lezioni di mindset che puoi usare nella tua vita, anche se non hai mai preso un pallone in mano.
In questo articolo scoprirai:
– come LeBron ha trasformato un’infanzia caotica ad Akron in un motore di riscatto;
– che cos’è davvero il progetto I PROMISE School e perché è molto più di una semplice scuola;
– cosa rende unico il suo modo di intendere il “successo” fuori dal campo;
– 5 lezioni di mindset che puoi applicare alla tua vita, anche se non giochi in NBA;
– alcuni spunti pratici di riflessione per allenare il tuo “gioco interno”.
1. Dal caos alla scelta: il bambino di Akron che non si è arreso
LeBron nasce ad Akron, Ohio, il 30 dicembre 1984, da Gloria, che ha solo 16 anni. Il padre è assente, la madre fatica a trovare un lavoro stabile, si spostano spesso da una casa all’altra nei quartieri più difficili della città.
In alcuni periodi LeBron dorme su divani di amici di famiglia, cambia continuamente scuola, salta decine di giorni di lezione. La loro vita è segnata da instabilità, precarietà, senso di incertezza sul futuro. 
LeBron (10 anni) posa con la maglia blu degli Hornets, con la madre Gloria dietro di lui. Per gentile concessione di Wan da M. Reaves.
Fonte ESPN.com
Potrebbe essere l’ennesima storia di un ragazzo “perso nel sistema”.
Invece, qualcosa accade: un allenatore di football, Frank Walker, lo accoglie in casa, gli dà stabilità e gli mette in mano un pallone da basket. Da lì LeBron inizia a trasformare il suo talento in un cammino di riscatto.
Prima lezione di mindset:
“Le tue origini spiegano da dove parti, non dove devi fermarti.”
Come mental coach, lo vedo ogni giorno:
non puoi cambiare ciò che hai vissuto, ma puoi scegliere che significato dargli e come usarlo per muoverti nel presente.
Puoi portarti dietro la tua storia come una zavorra o come un motore.
LeBron ha scelto la seconda opzione.
2. “We Are Family”: quando il successo diventa casa per gli altri
Una delle cose più interessanti di LeBron non è solo ciò che ha costruito per sé, ma ciò che sta costruendo per gli altri.
Attraverso la LeBron James Family Foundation, con sede ad Akron, ha creato nel tempo un vero ecosistema di supporto per i bambini più vulnerabili della sua città. La fondazione segue oltre 1.400 studenti con programmi, tutor, mentoring e sostegno alle famiglie.
Il cuore di tutto questo è la I PROMISE School, una scuola pubblica nata nel 2018 in collaborazione con l’Akron Public School District, pensata specificamente per bambini “a rischio”, quelli che stanno già rimanendo indietro e rischiano di perdersi.
La scuola non è “solo” un edificio con delle classi:
- ha una giornata scolastica ed un anno prolungati per dare più tempo e supporto,
- integra una forte componente di apprendimento socio‑emotivo,
- offre servizi a tutto tondo per le famiglie: food pantry, supporto legale, centro risorse, programmi formativi per i genitori.
Il motto è: “We Are Family”.
Non è retorica: attorno alla scuola sono nati progetti come l’I Promise Village, l’I Promise Health Quarters e House Three Thirty, un centro comunitario dove studenti e genitori possono lavorare, formarsi, costruire nuove competenze.
In più, grazie alla partnership con l’Università di Akron, la fondazione ha promesso milioni di dollari in borse di studio per garantire ai ragazzi I PROMISE la possibilità di accedere al college.
Seconda lezione di mindset:
“Il vero successo è quando la tua storia diventa spazio anche per la storia degli altri.”
Come puoi tradurlo nella tua vita?
- Non serve avere una fondazione: puoi iniziare con una persona da sostenere.
- Chiediti: “Chi ero io da bambino? Cosa mi è mancato? Cosa posso offrire oggi a qualcuno che vive quello che ho vissuto?”
- Le tue ferite possono diventare gli strumenti con cui costruisci un ponte per altri.
3. Disciplina invisibile: una carriera lunga, senza “show di distruzione”
C’è un altro aspetto interessante di LeBron: in un’epoca in cui ogni settimana esce uno scandalo su qualche star, lui è riuscito a costruire una carriera lunghissima ad altissimo livello, praticamente senza episodi distruttivi a livello di immagine pubblica.
In un’intervista recente ha spiegato che uno dei segreti è proprio evitare di trasformare la propria vita in un “circo”, scegliere di non essere un “s‑t show”, come dice ironicamente, ma una presenza affidabile per la squadra e la famiglia.
Non significa essere perfetti.
Significa avere una disciplina interna che ti fa chiedere, prima di ogni scelta:
“Questa cosa è allineata con chi voglio essere tra 10 anni?”
Terza lezione di mindset:
“La vera disciplina non è solo allenarsi in palestra, è allenarsi nelle scelte quotidiane che nessuno vede.”
Tradotto nella tua vita:
- Ogni volta che stai per dire “sì” a qualcosa che ti disallinea (progetti, relazioni, abitudini), puoi chiederti: “Questa scelta rafforza o indebolisce la persona che voglio diventare?”
- Non serve essere perfetti: serve essere coerenti abbastanza da costruire fiducia in te e negli altri.
4. Famiglia, radici e vulnerabilità: non sei solo il tuo ruolo
Dietro al personaggio “King James” c’è un figlio profondamente legato alla propria madre, Gloria, che lo ha cresciuto da sola tra mille difficoltà. LeBron ha raccontato più volte quanto il suo senso di responsabilità e il desiderio di essere un modello per i propri figli nascano proprio dalla sua storia familiare.
Nella narrazione pubblica, spesso l’atleta viene visto come una “macchina”:
forte, invincibile, sempre centrato.
Ma la verità è che dietro ci sono relazioni, paure, ferite, amore, vulnerabilità.
Quarta lezione di mindset:
“Non sei solo il tuo ruolo. Sei anche figlio/figlia, partner, amico, essere umano in cammino.”
Sul piano della crescita personale questo è fondamentale:
- Se ti identifichi solo con il tuo ruolo (lavorativo, sociale, sportivo), basta un fallimento in quell’area per mandarti in crisi totale.
- Quando invece ti riconosci come persona intera, puoi sbagliare sul “campo” senza mettere in discussione il tuo valore come essere umano.
Chiediti:
- “Chi sono io oltre il mio lavoro?”
- “Quali relazioni sono davvero nutrimento per me e come posso onorarle di più?”
5. Pensare in termini di “prossima generazione”, non solo di “prossimo obiettivo”
LeBron avrebbe potuto limitarsi a collezionare titoli, record, contratti e sponsor.
Invece ha scelto di usare la sua posizione per lavorare su qualcosa che non vedrà pienamente realizzato: un cambio di traiettoria per intere generazioni di ragazzi ad Akron.
La I PROMISE School non è un progetto “da un anno e via”: è un investimento di lungo periodo, con impegno economico e personale enorme, che cerca di cambiare non solo i voti a scuola, ma la qualità di vita, la percezione di sé, le possibilità future di quelle famiglie.
Quinta lezione di mindset:
Un mindset maturo non pensa solo al prossimo goal, ma alla traccia che lascerà nel tempo.
Qui entra in gioco un livello più profondo di crescita personale:
- Non si tratta solo di “raggiungere obiettivi”, ma di capire chi diventi mentre li raggiungi.
- Non si tratta solo di “andare meglio”, ma di chiederti: “Che tipo di mondo sto contribuendo a creare con le mie scelte quotidiane?”
Può sembrare enorme, ma puoi partire in piccolo:
- un progetto nel tuo quartiere,
- un impegno costante con una realtà sociale,
- il modo in cui cresci i tuoi figli o ti prendi cura di te per smettere di trasmettere traumi e iniziare a trasmettere consapevolezza.
Come applicare le lezioni di LeBron nella tua vita (anche se non giochi in NBA)
Perché tutto questo non resti teoria, ti lascio alcuni spunti pratici che puoi usare come esercizio di coaching con te stessə:
1. Scrivi la tua “promessa”
I PROMISE non è solo il nome della scuola: è un’affermazione di identità.
Prenditi 10 minuti e scrivi:
“Io prometto a me stessə che…”
Completa la frase con 3 impegni concreti verso te, il tuo benessere e il tuo futuro.
2. Mappa le tue ferite‑risorsa
Pensa a una difficoltà che hai vissuto (come LeBron con la povertà e l’instabilità) e chiediti:
- Cosa mi ha insegnato?
- In cosa mi ha reso più sensibile?
- Chi potrei aiutare oggi proprio grazie a questa esperienza?
Quello è il tuo potenziale “spazio I PROMISE” personale.
3. Allinea una scelta quotidiana con il tuo “per chi”
Oggi stesso, prima di prendere una decisione (piccola o grande), domandati:
- “Se penso non solo a me, ma anche a chi verrà dopo di me, cosa sceglierei?”
Potrebbe essere il modo in cui gestisci una discussione, l’uso del denaro, la cura del tuo corpo, il tempo con chi ami.
Conclusione: guardare gli atleti con occhi nuovi
Quando guardiamo LeBron solo come un corpo che salta, corre e segna, ci perdiamo il 90% del valore che può offrirci.
Quando invece iniziamo a vederlo come:
- un bambino di Akron che ha trasformato il caos in missione,
- un uomo che costruisce scuole, centri, borse di studio,
- un padre e un figlio che prova a rompere schemi, non solo a battere record,
allora smette di essere “solo” un campione NBA e diventa uno specchio per la nostra crescita personale.
La domanda vera, alla fine, non è:
“Quanto è forte LeBron?”
Ma piuttosto:
“Cosa sto facendo io, qui e ora, con quello che ho, per allenare il mio gioco interno e lasciare il mio pezzo di mondo un po’ meglio di come l’ho trovato?”
Se questo modo di guardare agli atleti ti ispira, sul mio blog e sui miei canali continuiamo a esplorare proprio questo:
lo sport come palestra per l’anima, il mindset come campo di gioco, la tua vita come il vero campionato.
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